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Cilento tradizioni e curiosità parte 2 – Nel Cilento Pasqua viene tre volte!

Pubblicato 29 aprile 2016 by ckey

Nel Cilento dove religione, paganesimo e mondo contadino sono un tutt’uno, Pasqua viene tre volte.

Pasca Bufanìa (Pasqua Epifania) corrisponde all'Epifania, 6 gennaio;

Pasca re l'Ova (Pasqua delle uova) è la Pasqua di Resurrezione, cade la prima domenica dopo il primo plenilunio di primavera;

Pasca ri Juri (Pasqua dei fiori) corrisponde alla Pentecoste, che cade cinquanta giorni dopo la Pasqua di Resurrezione.

La prima, nella cultura contadina del Cilento è il giorno nel quale le anime dei morti lasciano definitivamente la terra. Un vecchio proverbio recita: Venissero tutte le Pasque ma non quella della Epifania (Tutte li Pasche jéssero e benéssero, ma Pasca Bufanìa nu' benésse mai!)

La seconda è detta re l'Ova (delle uova) per l'uso antico di regalare alla persona amata e ai bambini `u viccio cu l'uovo, cioè una treccia di pane bianco che contiene un uovo, preparata durante l'ultima panificazione prima della festa. I simboli dell'uovo, ovvero la nascita, e il rito del dono sono antichissimi e li troviamo presso molte culture. L'aspetto che si dà al viccio è molto originale e rivela tutta l’arcaicità del rito: intrecciata a creare l'aspetto di un neonato in fasce e con l'uovo collocato nella parte superiore (testa), o più spesso in quella inferiore (ombelico), il viccio, un tempo, per le bambine che lo ricevevano in dono, costituiva l'occasione del gioco della "mamma”. Tutti questi elementi vanno letti simbolicamente (riferimento all'uovo cosmico, all'ombelico della terra come centro della vita e del mondo, ecc.) e collegati alle mitologie antiche delle "forme" primordiali della vita che nasce.

La terza Pasqua è detta ri Juri in quanto durante la messa solenne, il celebrante cosparge di petali i fedeli, simboleggiando così la discesa dello Spirito Santo. Questa festa dei fiori, versione cristiana dei riti della primavera del mondo antico, è collegata ad altre due feste nelle quali pure i fiori sono "protagonisti", per così dire: l'Ascensione e il Corpus Domini. Durante la scampagnata del Lunedì in Albis (Pasquetta) o nei giorni immediatamente successivi, si raccoglie un ciuffo di erba che cresce nelle crepe dei muri di campagna, detta l'erva r'Ascensióne. Posta a capo del letto, essa fiorirà dopo trenta o quaranta giorni, in prossimità appunto della festa dell'Ascensione. Un tempo, dal modo di svilupparsi dei rami o dal cadere dei fiori, le ragazze nubili traevano auspici per il loro matrimonio; segno di disgrazia imminente era l'erba che non fioriva affatto.

Rispetto per la Natura, religione, usi e costumi sono molto vivi e connessi nel Cilento ancora oggi. La Madre terra, come per i popoli nativi americani, costituiva il centro di tutta la vita dei cilentani con i suoi ritmi, questo ha fatto sì che ancora oggi questo territorio conservi paesaggi e realtà dove il tempo sembra essersi fermato. Salva
Categoria:: Blog, Esperienze, Eventi